Dicembre 2007
Per fortuna nel mondo globalizzato il Natale non è ancora uguale per tutti. Per fortuna nelle capanne africane o nei sentieri di montagna nepalesi non è ancora spuntato l’alberino di plastica spennacchiato che nelle vetrine di tutto il mondo dà il via alla grande sarabanda natalizia, fatta di troppo cibo e regali inutili.
Per fortuna c’è ancora chi il 25 dicembre lo festeggia secondo le proprie tradizioni o chi pensa che sia un giorno come gli atri. Naturalmente non stiamo parlando del natale festa religiosa (che in queste parti del mondo esiste per pochi), ma del natale consumistico che è riuscito a rovinare una festa che per i bambini aveva un sapore speciale, di casa, di dolci, di persone care, di giocattoli sognati da sempre.
Nei Paesi dove il CCS opera e dove chi ci aiuta sostiene i bambini e le loro famiglie, il Natale ha tanti volti diversi. Abbiamo scelto di farvelo raccontare dai bambini che sostenete questo 25 dicembre, non troverete nelle loro parole il finto Natale di plastica, ma il loro mondo tanto autentico quanto povero.
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