Settembre 2008
Nord e Sud del mondo non sono mai stati tanto vicini.
Il 16 ottobre la FAO celebra la 63° Giornata Mondiale dell’Alimentazione e si concentra per l’occasione sulle “sfide del cambiamento climatico e della bionergia”.
Ma il quadro è più complesso. La crisi ha radici nella struttura di un modello economico che tratta il cibo come una merce qualsiasi, cui far attraversare oceani e confini continentali, magari solo per riempire gli scaffali dei nostri supermercati con prodotti fuori stagione.
Capricci che costano cari. Il 65% dell’aumento dei prezzi alimentari in Europa è dovuto a quello dei trasporti transoceanici. Mentre i contadini africani e asiatici si vedono privati delle proprie terre, trasformate sempre più spesso in coltivazioni estensive e di larga scala destinate all’esportazione.
Non siamo mai stati così vicini: consumatori e agricoltori del Nord e del Sud del mondo. Aggrovigliati in un sistema di dazi, regole del commercio internazionale, speculazione del cosiddetto agrobusiness e, spesso, insufficiente informazione sulle regole del mercato.
Ma anche accomunati della possibilità di scegliere strade alternative e tentare nuove risposte. Su tutto questo cerca fare luce il focus del numero di settembre.
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