Settembre 2009
Consapevole, sostenibile, responsabile, lento. Il nuovo turismo ha molti aggettivi e forse una sola vocazione: restituire equilibrio all’incontro dell’uomo con la natura e con gli altri uomini.
Viaggiare con la consapevolezza che il proprio passaggio lascerà un’impronta e far sì che quell’impronta non rechi danno alla cultura, alla società, all’ambiente locale. Andare piano. Scegliendo trasporti meno inquinanti, tour operator capaci di coinvolgere le comunità locali nello sviluppo e nella realizzazione delle offerte turistiche, soluzioni che promuovano lo sviluppo economico del territorio e della sua gente.
Noi lo abbiamo chiamato “turismo sostenitore”.
Perché quel 15% di viaggiatori che, secondo le statistiche, chiede a gran voce un nuovo modo di essere turista mette al primo posto il desiderio di un “rapporto più autentico con le popolazioni locali ospitanti”, si dice interessato a “sapere a chi vanno esattamente i soldi spesi col viaggio” e vuole “partecipare alla realizzazione di un’azione sociale” (dati ISNART, marzo 2009). In poche parole, attraverso il suo viaggio, vuole sostenere le persone e il territorio che lo ospiteranno.
Un desiderio non diverso da quello che muove i nostri sostenitori a distanza, sempre più spesso pronti a mettersi in viaggio e attraversare, con rispetto e attenzione, le terre in cui vivono i beneficiari del proprio aiuto. Le loro testimonianze descrivono il nuovo turismo molto più delle nostre parole.
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